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Giorno liturgico: IV Domenica (B) di Pasqua

Testo del Vangelo (Gv 10,11-18): In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore (...)».

"Giovanni 10: antecedenti e adempimento l'immagine del "buon pastore"

REDAZIONE evangeli.net (tratte da testi di Benedetto XVI)
(Città del Vaticano, Vaticano)

Oggi, l'immagine di "pastore" introduce la missione di Gesù. Già nell'antico Oriente, è stato considerato il re come il "pastore" stabilito da Dio. Nell'Antico Testamento, Dio stesso appare come il pastore di Israele (cfr Sal 23: "Il Signore è il mio pastore"). L'immagine del "Dio pastore" è ulteriormente sviluppata nei capitoli 34-37 di Ezechiele: si promette che Dio stesso cercherà le sue pecore e prenderà cura di esse.

Le successive profezie del Vecchio Testamento danno una nuova svolta, puntando direttamente al mistero di Cristo. Matteo ci dice che Gesù, dopo l'Ultima Cena, predisse i suoi discepoli l’annuncio a Zaccaria 13,7: «percuoterò il pastore e le pecore del gregge saranno disperse». Gli ultimi profeti di Israele hanno intravisto, senza essere in grado di spiegarla meglio, la figura del Redentore che soffre e muore, il pastore che diventa agnello.

-Giovanni chiude il racconto della crocifissione con un riferimento a Zaccaria 12,10: «Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto». Ora è chiaro: l'assassinato e il salvatore è Gesù Cristo, il Crocifisso.