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Giorno liturgico: Martedì della V settimana di Quaresima

Testo del Vangelo (Gv 8,21-30): In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete (...). Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?» (...).

Egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato (...). A queste sue parole, molti credettero in lui.

L’ “andarsene” di Gesù (riguardante il martirio).

REDAZIONE evangeli.net (tratte da testi di Benedetto XVI)
(Città del Vaticano, Vaticano)

Oggi, Gesù annuncia il suo “partire”, in una misteriosa allusione al suo “martirio”. Secondo Giovanni, Gesù parlò in due occasioni del suo “andarsene” dove i giudei non potevano andare (cf. 7,34ss; 8,21s). Quelli che lo ascoltavano trattavano di indovinare il senso di tutto ciò. In certa occasione dissero: “Andrà forse da quelli che sono dispersi tra i Greci …?” (Gv 7,35). Un altra volta: “Vuole forse uccidersi” (Gv 8-22). In entrambe le affermazioni si intuisce qualcosa di vero, ma sbagliano completamente sulla verità fondamentale.

Il suo “adarsene” è un andare verso la morte, non come un suicidio, ma trasformando la sua morte violenta nella libera offerta della propia vita (cf. 10,18). E così come Gesù, anche se non andò personalmente in Grecia, arrivò effettivamente ai greci, manifestando il Padre al mondo pagano attraverso la croce e la sua resurrezione.

—“Perché non posso accompagnarti adesso? Darò la mia vita per te…” “mi accompagnerai più tardi…”: Simon Pietro doveva comprendere che il martirio non è semplicemente un gesto eroico, ma un dono gratuito di Dio.