Il nostro sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza dell'utente e consigliamo di accettarne l'utilizzo per sfruttare appieno la navigazione

Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

Vedere altri giorni:

Giorno liturgico: XV Domenica (A) del Tempo Ordinario

Testo del Vangelo (Mt 13,1-23): Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose con parabole.

E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti» (...).

Parabola del seminatore

P. Julio César RAMOS González SDB
(Mendoza, Argentina)

Oggi Gesù comincia a farci conoscere i misteri del Regno, attraverso questa forma caratteristica di presentarci la sua dinamica attraverso "parabole". Il seme è la parola proclamata, e il seminatore Lui stesso. Egli non cerca piantare nella miglior superficie al fine di garantire la miglior raccolta. Egli è venuto affinché tutti "abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza".

Così i semi sparsi da generosi pugni producono la percentuale di rendimento che le possibilità "toponomastiche" permettono. Secondo la profondità della fede, sarà la possibilità del rendimento dei frutti. Anche se questi sono, in un certo senso, garantiti dalla potenza vitale della Parola-seme, non è meno la responsabilità che accade della l'audizione attenta di essa. Pertanto, "Chi ha orecchi, ascolti".

-Prego il Signore l'anelito del profeta: "Appena ho trovato le tue parole, le ho divorate, la tua parola è stata per me la gioia e l'allegrezza del mio cuore".