Il nostro sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza dell'utente e consigliamo di accettarne l'utilizzo per sfruttare appieno la navigazione

Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

Vedere altri giorni:

Giorno liturgico: Giovedì, XV settimana del Tempo Ordinario

Testo del Vangelo (Mt 11,28-30): In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi (...) e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».

“Il giogo di Dio"

REDAZIONE evangeli.net (tratte da testi di Benedetto XVI)
(Città del Vaticano, Vaticano)

Oggi, per dirigerci verso il riposo, Gesù ci parla del “Suo giogo” e del “Suo peso.” Cristo ci sta descrivendo due esigenze dell’amore. La prima: chi si innamora desidera assoggettarsi (essere sotto il giogo) della volontà della persona amata. La seconda: su questa strada, l’amante avanza verso l’identificazione con l’essere amato, “incaricandosi” del suo bene. Questo “giogo” è precisamente la Legge di Dio, una legge che libera.

Sorge qui il tema della libertà: l’amante colloca volontariamente la sua libertà al servizio dell’amato. In questo caso non si perde la libertà, anzi la si libera da legami e da distrazioni egoiste. La libertà ha un orientamento (l’impegno verso la persona amata) e, perciò, si trova in contraddizione verso tutto quello che, fingendo di liberare l’uomo, in realtà, lo rende schiavo.

- Signore, chi rompe l’amicizia con Te, chi pretende scuotersi dal tuo “giogo leggero”, non raggiunge la libertà, anzi, resta schiavo di altri poteri.