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Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

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Giorno liturgico: XXVI Domenica (A) del Tempo Ordinario

Testo del Vangelo (Mt 21,28-32): In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». (...).

Conversione: l’uomo accetta di dipendere dal vero Creatore

REDAZIONE evangeli.net (tratte da testi di Benedetto XVI)
(Città del Vaticano, Vaticano)

Oggi, meditando sulla reazione del secondo fratello, osserviamo che “conversione” significa qualcosa in più di una semplice rettificazione; rinchiude l’idea di un valore più profondo: l’uomo rinuncia all’idea di essere il suo proprio creatore (non è l’architetto della sua vita), e accetta di dipendere dal vero Creatore; accetta cha da questo dipendere da Dio, consiste la sua vera libertà e che la libertà dell’autonomia che pretende liberarci dal Creatore, non è vera libertà, ma solo illusione e inganno.

“Convertirsi” vuol dire accettare le sofferenze della verità. La conversione esige che la verità, la fede e l’amore diventino più importanti della nostra vita biológica, del benessere, dell’esito, del prestigio e della tranquillità della nostra esistenza. Il prestigio, la tranquillità e la comodità sono false divinità che maggiormente impediscono la verità e il progresso nella vita personale e sociale.

-Signore, quando accetto questo primato della verità, so che sto portando la mia croce e che partecipo della cultura dell’amore, che è la cultura della croce.