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Giorno liturgico: XXVI Domenica (B) del Tempo Ordinario

Testo del Vangelo (Mc 9,38-43.45.47-48): In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi. Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa (...)».

I principi di solidarietà e sussidiarietà nella Dottrina Sociale della Chiesa

REDAZIONE evangeli.net (tratte da testi di Benedetto XVI)
(Città del Vaticano, Vaticano)

Oggi, le parole di Gesù ci invitano a prendere in considerazione uno dei principi di strutturazione sociale proposti dalla dottrina sociale della Chiesa: la solidarietà. La vita sociale crea interdipendenze multiple, di modo che dobbiamo prendere coscienza dei bisogni altrui, considerandoli come propri. Così l’interdipendenza comporta esigenze del bene comune, e dà luogo a una categoria morale: la solidarietà, che consiste, in primo luogo, in che tutti si sentano responsabili di tutti (senza lasciare questa necessità sociale esclusivamente nelle mani dello Stato).

Amare qualcuno è volere il suo bene e lavorare in modo efficace per lui. Accanto al bene individuale, c'è un bene collegato con le persone che vivono nella società: il bene comune. Volere il bene comune e adoperarsi per esso è esigenza di giustizia e di carità.

-Il principio di solidarietà deve essere mantenuto strettamente connesso con il principio di sussidiarietà: la solidarietà senza fine di sussidiarietà diviene un assistenzialismo che umilia i bisognosi (mentre sussidiarietà senza solidarietà porterebbe al particolarismo sociale).