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Giorno liturgico: Venerdì, XXIX settimana del Tempo Ordinario

Testo del Vangelo (Lc 12,54-59): In quel tempo, Gesù diceva alle folle: «(...) Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? (...)».

"Positivismo" e "Diritto Naturale"

REDAZIONE evangeli.net (tratte da testi di Benedetto XVI)
(Città del Vaticano, Vaticano)

Oggi siamo più proclivi e capaci di prevedere il tempo che a distinguere quello che è giusto. L’apogeo del “positivismo giuridico” (è giusto quello che permette la legge), ha messo da parte il classico “Diritto Naturale” quale dottrina tipica del cattolicesimo.

Il “positivismo” considera la natura come un insieme di dati oggettivi, vincolati tra di loro come cause ed effetti. In base a questo concetto puramente funzionale (proprio delle scienze naturali), non può stabilirsi nessun punto d’incontro tra la “natura” l’ (essere) e l’ “etica” (“dover essere”); solo si possono ottenere spiegazioni funzionali. Parallelamente, quello che non è verificabile o falsificabile non entrerebbe nell’ambito della ragione. Così, la morale e la religione passerebbero a un qualcosa di “soggettivo” (al di fuori dell’ambito della stretta ragione), costituendo una “subcultura”. Ma è l’uomo veramente riducibile a funzioni meccaniche?

-La ragione positivista, che solo avverte quello che è funzionale, assomiglia a quei palazzi di cemento armato senza finestre; nei quali, riusciamo ad ottenere il clima e la luce prodotti da noi stessi, senza voler ricevere ambedue le cose dal gran mondo di Dio.