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Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

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Giorno liturgico: XXX Domenica (A) del Tempo Ordinario

Testo del Vangelo (Mt 22,34-40): In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, (...) e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò (...): «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: ««Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente». Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: «Amerai il tuo prossimo come te stesso». Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Il doppio precetto della carità: il “Suo” amico è il mio amico.

REDAZIONE evangeli.net (tratte da testi di Benedetto XVI)
(Città del Vaticano, Vaticano)

Oggi, Gesù, dopo aver tolto autorità agli sadducei, lo fa ora con i farisei. Il suo “metodo” è sempre lo stesso: parte dalla Sacra Scrittura. E dal “punto di vista di Dio” tutto è più semplice: evitando così la “casistica”, il Maestro sintetizza tutta la Legge e i Profeti, nel doppio precetto della carità. Se Dio non è per me un estraneo, bensì cerco di identificarmi con la sua volontà, non mi sarà difficile “scoprire” chi è il mio prossimo.

Effettivamente, in Dio e con Dio amo anche l’altra persona (che forse neanche conosco). Questo può avvenire solamente partendo da un incontro intimo con Dio, un incontro che si converte in comunione di volontà. Così, imparo a guardare a quest’altra persona non solo con i miei occhi e con i miei sentimenti, ma dal punto di vista di Cristo. Il suo amico è il mio amico.

- Solo al servizio del prossimo apri i miei occhi a ciò che Tu, Signore, fai per me e a quanto mi ami.