Il nostro sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza dell'utente e consigliamo di accettarne l'utilizzo per sfruttare appieno la navigazione

Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

Vedere altri giorni:

Giorno liturgico: Lunedì, XXX settimana del Tempo Ordinario

Testo del Vangelo (Lc 13,10-17): In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga il giorno di sabato. C’era là una donna che aveva (...) uno spirito che la teneva inferma(...). Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei libera dalla tua infermità», e le impose le mani. Subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.

Ma il capo della sinagoga [era] sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, (...) Il Signore replicò: «Ipocriti, non scioglie forse, di sabato, ciascuno di voi il bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che satana ha tenuto legata diciott’anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?». (...).

La creazione si dirige verso il “Sabato”

REDAZIONE evangeli.net (tratte da testi di Benedetto XVI)
(Città del Vaticano, Vaticano)

Oggi, i farisei sembrano -un’altra volta- perdersi nella casistica del rituale del “riposo del sabato”, senza captare il suo meraviglioso significato: la “Bibbia” –l’Antico Testamento- doveva interpretarsi in un nuovo modo. Dio ha creato il mondo per iniziare con l’uomo una storia d’amore. La creazione è stata pensata come uno spazio per l’Alleanza.

Di conseguenza, è logico, che la creazione deve dirigersi verso il “sabato”, verso il giorno in cui l’uomo e la creazione intera godono del riposo, nella pace e nella libertà di Dio. Il sabato è una visione di libertà: in questo giorno lo schiavo e il padrone sono uguali, perchè tutte le relazioni di subordinazione “riposano”. In questo giorno Dio e l’uomo sono sullo stesso livello, e si trattano da “Tu” a “tu”.

-Signore mio, ogni settimana aspetto il giorno del riposo per celebrare la nostra Alleanza, rammentando il “dar-si” di Dio all’uomo e rinnovando il “rispondere” dell’uomo a Dio.