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Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

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Giorno liturgico: Martedì, IX settimana del Tempo Ordinario

Testo del Vangelo (Mc 12,13-17): In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani (...), gli dissero: «Maestro (...): È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Egli (...), disse loro: «(...) Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio» (...).

Lo Stato político: legittimitá e limiti

REDAZIONE evangeli.net (tratte da testi di Benedetto XVI)
(Città del Vaticano, Vaticano)

Oggi, Gesù risponde ai farisei che, se l’imperatore romano è garante del Diritto può, allora, esigere obbedienza. Tuttavia, questo ambito di obbedienza resta al tempo stesso ridotto: c’è quello che è del “cesare” e c’è quello che è di “Dio”. Quando il “cesare” si erige in Dio, si eccede nei suoi limiti, ubbidirgli equivarrebbe a negare Dio.

Se si considerano queste correlazioni, scopriamo un concetto dello Stato abbastanza moderato: nella misura con cui garantisce la pace e il Diritto, dette correlazioni corrispondono a una volontà divina (una specie di ordinamento creaturale). Bisogna rispettare lo Stato precisamente nel suo carattere profano; la sua indispensabilità nasce dall’essenza dell’uomo quale “animale sociale e político”. Allo stesso tempo esiste una limitazione dello Stato: ha il suo spazio che non può oltrepassare; deve rispettare quello che gli è superiore: il “Diritto di Dio”.

-“Il Signore solo adorerai”. La negazione di adorare l’imperatore e, in generale, negare il culto allo Stato, dopo tutto, è semplicemente il ripudio allo Stato totalitario.