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Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

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Giorno liturgico: Mercoledì, X settimana del Tempo Ordinario

Testo del Vangelo (Mt 5,17-19): In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto (...)».

Gesú no venne ad abolire la Legge di Mosè, ma a perfezionarla

REDAZIONE evangeli.net (tratte da testi di Benedetto XVI)
(Città del Vaticano, Vaticano)

Oggi, Gesù, di fronte ai giudei, afferma il Suo pieno rispetto alla “Legge di Mosè”. La dichiarazione è opportuna, giacché il Signore causò sorpresa al non mostrarsi come un semplice interprete di Mosè, non solo, lo “superò” portando detta Legge al massimo della perfezione, incluso collocandosi, al di sopra di essa, come la “Fonte” stessa di tale Legge.

Si sperava che il Messia portasse una “nuova Torà”. La novità messianica comportò l’universalizzazione del popolo di Dio, grazie alla quale Israele può accedere adesso a tutti i popoli del mondo, e il Dio d’Israele –l’unico Dio- è stato condotto a tutti i popoli (così come era stato promesso). Già non è decisiva la “carne” (la discendenza fisica da Abramo), ma lo “spirito”: il partecipare dell’eredità di fede e di vita d’Israele, per mezzo della comunione con Gesù che “spiritualizza” la Legge, convertendola così in un cammino di vita aperto a tutti.

-Attraverso il Suo Vangelo, Gesù parla in modo nuovo e continuo a Israele!...e a tutti!.