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Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

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Giorno liturgico: Giovedì, X settimana del Tempo Ordinario

Testo del Vangelo (Mt 5,20-26): In quel tempo, Ges disse ai suoi discepoli: "Io vi dico: se la vostra giustizia non superer¢ quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avr¢ ucciso sar¢ sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sar¢ sottoposto a giudizio (...)".

Dalla “Legge di Mosè alla “Legge del Messia”

REDAZIONE evangeli.net (tratte da testi di Benedetto XVI)
(Città del Vaticano, Vaticano)

Oggi, dopo aver affermato la Sua fedeltà alla Legge di Mosè, Gesù spiega il significato di «compierla» quest’adempimento esige qualcosa in più e non qualcosa in meno di giustizia. Si tratta forse di un maggior rigorismo nell’obbedire la Legge? Che cosa è questa “Giustizia maggiore”?

Se all’inizio del “Sermone della Montagna” si fa enfasi sulla massima fedeltà, sorprende, adesso, che Gesù ci presenti la relazione della “Torà di Mosè” con la “Torà del Messia”, mediante una serie di antitesi: “agli antichi è stato detto loro…, ma io vi dico…”. L’ ”Io” di Gesù si distingue in un modo come nessun altro maestro della Legge se lo può permettere. La moltitudine osserva che Gesù si colloca allo stesso livello del Legislatore, alla medesima altezza di Dio.

-Che cosa ha lasciato Gesù al di fuori della Legge? Niente! Allora Vi ha aggiunto qualcosa? Sì, ha aggiunto Sé stesso! La centralità dell’Io di Gesù, nel Suo messaggio, dà a tutto un’ orientazione nuova!