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Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

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Giorno liturgico: Giovedì, XIV settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura (Os 11,1-4.8c-9): Così dice il Signore: «Quando Israele era fanciullo, io l’ho amato e dall’Egitto ho chiamato mio figlio. Ma più li chiamavo, più si allontanavano da me; immolavano vittime ai Baal, agli idoli bruciavano incensi. A Èfraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro. Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d’amore, ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia, mi chinavo su di lui per dargli da mangiare. Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione. Non darò sfogo all’ardore della mia ira, non tornerò a distruggere Èfraim, perché sono Dio e non uomo; sono il Santo in mezzo a te e non verrò da te nella mia ira».
Salmo Responsoriale: 79
R/. Fa’ splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.
Tu, pastore d’Israele, ascolta, seduto sui cherubini, risplendi. Risveglia la tua potenza e vieni a salvarci.

Dio degli eserciti, ritorna! Guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna, proteggi quello che la tua destra ha piantato, il figlio dell’uomo che per te hai reso forte.
Versetto prima del Vangelo (Mc 1,15): Alleluia, alleluia. Il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo. Alleluia.

Testo del Vangelo (Mt 10,7-15): In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».

«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino»

Rev. D. Antonio BORDAS i Belmonte
(L’Ametlla de Mar, Tarragona, Spagna)

Oggi, il testo del Vangelo ci invita ad evangelizzare; ci dice: «Predicate» (cf. Mt 10,7). L’annuncio è la buona notizia di Gesú, che cerca di parlarci del Regno di Dio, che Egli è il nostro Salvatore, inviato dal Padre al mondo e, per questa ragione, l’unico che ci puó rinnovare dal di dentro e cambiare la societá in cui viviamo.

Gesú annunciava che «il Regno dei cieli è vicino» Mt 10,7). Egli era Colui che annunciava che il Regno di Dio si faceva presente tra gli uomini e le donne, secondo che avanzava il bene e retrocedeva il male.

Gesú vuole la salvezza dell’uomo completo, nel suo corpo e nel suo spirito; anzi, di fronte all’enigma che preoccupa l’umanitá, che rappresenta la morte, Gesú propone la risurrezione. Colui che vive, morto per il peccato, riacquistando la la grazia, vive una nuova vita. Questo è un grande mistero che cominciamo a provare fin dal nostro battesimo: i cristiani siamo chiamati alla risurrezione!

Una prova che dá il Papa Francesco che cerca il bene dell’uomo è quando dice: «Questa “cultura dell’usa e getta ci ha resi insensibili davanti allo sperpero ed allo spreco degli alimenti. In altri tempi i nostri nonni badavano molto a non buttar niente degli alimenti che rimanevano. Quelli che si buttano è come se si rubassero dalla mensa dei poveri, di quanto essi hanno fame!».

Gesú ci dice di essere sempre portatori di pace. Quando i sacerdoti portano l’Eucaristia agli ammalati dicono: «La pace del Signore entri in questa casa!». E la pace di Cristo resta lí, se ci sono persone degne di essa. Per ricevere i doni del Regno di Dio è necessaria una buona disposizione interiore. D’altra parte, vediamo pure come c’è molta gente che cerca scuse per non ricevere il Vangelo.

Noi abbiamo una grande responsabilitá tra gli uomini, ed è che non possiamo lasciare di annunciare il Vangelo dopo d’aver creduto, perché viviamo di esso e vogliamo che cosí lo vivano anche gli altri.

«Non procuratevi oro né argento... né sacca da viaggio»

Rev. D. David COMPTE i Verdaguer
(Manlleu, Barcelona, Spagna)

Oggi, vogliamo prevedere financo ciò che non è prevedibile. Oggi sono in auge i servizi a domicilio. E se oggi parliamo tanto di pace, forse è perché ne abbiamo tanto bisogno. L'oggi del Vangelo si centra in questi diversi “oggi”. Analiziamoli individualmente.

Vogliamo prevedere anche l’imprevedibile: quanto prima faremo un'altra assicurazione nel caso che l'assicurazione attuale non funzioni. O quando si acquistano dei pantaloni e il dipendente ci offre un modello macchiato e magari scolorito! Il Vangelo di oggi, invitandoci a camminare sprovvisti d'equipaggio («Non cercate ne oro ne argento...»), ci invita alla fiducia, alla disponibilità. Ma, attenti! Ciò non è trascuratezza. Neppure improvvisazione. Vivere questa realtà è possibile solamente quando la nostra vita è radicata in ciò che è fondamentale: nella persona di Cristo. Come diceva Papa Giovanni Paolo ll, «è necessario rispettare un principio essenziale della vita: il primato della grazia (...). Bisogna non dimenticare che, senza Cristo, non possiamo far niente (cf. Jn 15,5)».

È anche vero che proliferano i servizi a domicilio; niente catering; adesso ti fanno la frittata di patate in casa. Serve come esempio di una società nella quale le persone tendono a camminare per conto proprio ad organizzarsi la vita prescindendo dagli altri. Oggi Gesù ci dice «andate»; uscite. Questo significa che dobbiamo prendere in considerazione quelli che ci sono accanto. Teniamolo dunque ben presente: dobbiamo essere aperti ai loro bisogni.

Vacanze, un paesaggio tranquillo…, ¿ sono sinonimi di pace? Sembra che abbiamo seri motivi per dubitarne. Forse molte volte sono un sopore delle angosce interne; queste, più avanti, torneranno a svegliarsi. I cristiani sappiamo di essere portatori di pace, anzi che questa pace impregna tutto il nostro essere —anche quando intorno a noi troviamo un ambiente ostile— nella misura in cui seguiamo Gesù da vicino.

Lasciamoci toccare, dunque, dalla forza dell'”oggi” di Cristo! E..., «Chi ha trovato veramente Cristo, non può tenerlo solo per se, deve annunciarlo» (Giovanni Paolo ll).