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Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

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Giorno liturgico: Martedì, IX settimana del Tempo Ordinario

Testo del Vangelo (Mc 12,13-17): «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?».

Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui.

Illustrazione: Francesc Badia

Oggi, per così dire, Dio difende il suo terreno: non vuole travolgerci e nemmeno essere travolto. Fino a che punto ha potere il “Cesare”? Da dove inizia la potestà di Dio? Che siamo cattivi! Anche avremmo messo un confine tra "io" e "Dio": Qui la mia libertà e lì il tuo cielo ... Dio non vuole mescolarsi nei nostri affari temporali, però non accetta che annuliamo la sua voce ... È vero, “Sono libero”; ma è anche vero che senza Dio “non sarei libero” (neanche "sarei").

—«Soltanto Dio è Dio, e lasciamo che Dio sia Dio» (Benedicto XVI).