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Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

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Giorno liturgico: Mercoledì IV di Pasqua

Testo del Vangelo (Gv 12,44-50): In quel tempo, Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato (...). Io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire (...)».

Colui che vede il Figlio vede il Padre

+ Rev. D. Antoni ORIOL i Tataret
(Vic, Barcelona, Spagna)

Oggi leggiamo che credere in Gesù e vederLo è credere e vedere il Padre. Se il testo dicesse solo: “chi crede in me, non crede in me, sarebbe contraddittorio. Se dicesse: “chi crede in me, crede in colui che mi ha inviato, rimetterebbe allo stesso tempo a Gesù e al Padre che Lo invia, e sarebbe molto chiaro.

Perché, dunque, intercala una affermazione negativa (“non crede in me”) che, inizialmente rende difficoltosa la comprensione di ciò che trasmette? La risposta è: perché Gesù, sebbene non sia differente dal Padre, sì che è “distinto” dal Padre: ci troviamo difronte a una delle espressioni del mistero trinitario. Così, dunque, Gesù, alla volta non è il Padre (è il Figlio), è lo stesso che il Padre (è Dio) ed è creatura come noi (è uomo).

-Dammi, Signore una fede profonda e una empatia totalmente amorosa per amarti come Uomo perfetto, come il santo di Dio.