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Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

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Giorno liturgico: Giovedì della V settimana di Quaresima

Testo del Vangelo (Gv 8,51-59): In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». (...) Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono» (...).

Gesú, “Io sono” prima di Abramo

REDAZIONE evangeli.net (tratte da testi di Benedetto XVI)
(Città del Vaticano, Vaticano)

Oggi, si presenta di nuovo l’“Io sono” di Gesù. Continua ancora nell’aria la domanda: “Chi sei tu?”; “da dove vieni?”. Il riferimento che gli interlocutori rivolgono a Dio quale Padre, più in là di Abramo, dà al Signore l’opportunità di spiegare, ancora una volta, con chiarezza la Sua origine.

Come afferma Gesù, Abramo non solo rimette –oltre sé stesso- a Dio Padre, ma soprattutto verso il futuro, verso Gesù, verso il Figlio: “Abramo, vostro padre, saltava di gioia, al pensiero di vedere il mio giorno: lo vide e si riempì di gioia”. All’obbiettare i giudei che Gesù non poteva aver visto Abramo, risponde loro: “Prima che nascesse Abramo, Io sono”: “Io sono” ancora una volta appare misteriosamente innalzato il semplice “Io sono”, adesso, però, definitivo in contrasto con l’ “era” di Abramo.

-Di fronte al mondo dell’arrivare e del passare, del sorgere e del perire, si contrappone l’ “Io sono” di Gesù, un modo di essere assolutamente unico, che supera tutte le categorie umane.