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Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

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Giorno liturgico: Martedì, XII settimana del Tempo Ordinario

Testo del Vangelo (Mt 7,6.12-14): In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. (...)».

Liturgia: "Sancta sancte tractanda"

REDAZIONE evangeli.net (tratte da testi di Benedetto XVI)
(Città del Vaticano, Vaticano)

Oggi, il Signore è perentorio: “le cose sante vanno trattate in un modo santo” (”Sancta sancte tractanda” dicevano i classici). Abbiamo bisogno di una nuova educazione liturgica! Nella Chiesa Cattolica il culto è speciale e santo; è “liturgia,” cioè, l’azione di Cristo in noi e con noi (è Gesù Che mi alimenta con il Suo Corpo nella Comunione, etc.). Dobbiamo ricevere con delicatezza questo modo di agire dello stesso Dio.

La liturgia è “un’azione di Dio”, in cui Lui stesso agisce per primo mentre noi veniamo redenti dalla Sua azione. Dobbiamo disporci mediante un atteggiamento orante, con disciplina, pace (senza fretta!) e riverenza: siamo davanti a Dio! Dobbiamo essere grati agli occhi di Dio, financo nell’atteggiamento fisico e nell’emissione della voce (la persona rispettosa tende a pregare con la parola “timida”, direi), perchè Dio, per sentirci, non ha bisogno di essere svegliato da urla.

—Gesù, risvegliami una comprensione intima verso ciò che è sacro e fa che mi senta atratto verso di Te. Tutto il resto è secondario!


L’ecologia: dobbiamo considerare la creazione come un dono affidatoci

REDAZIONE evangeli.net (tratte da testi di Benedetto XVI)
(Città del Vaticano, Vaticano)

Oggi, ci recordiamo che il mondo non esiste da sé; proviene dallo Spirito creativo di Dio, dalla Parola creativa di Dio. E per questo rispecchia anche la sapienza di Dio. Essa, nella sua ampiezza e nella logica onnicomprensiva delle sue leggi lascia intravedere qualcosa dello Spirito Creatore di Dio. Essa ci chiama al timore riverenziale.

Proprio chi, come cristiano, crede nello Spirito Creatore, prende coscienza del fatto che non possiamo usare ed abusare del mondo e della materia come di semplice materiale del nostro fare e volere; che dobbiamo considerare la creazione come un dono affidatoci non per la distruzione, ma perché diventi il giardino di Dio e così un giardino dell'uomo.

—Di fronte alle molteplici forme di abuso della terra che oggi vediamo, udiamo quasi il gemito della creazione di cui parla san Paolo (Rm 8,22); cominciamo a comprendere le parole dell'Apostolo, che cioè la creazione attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio, per essere resa libera e raggiungere il suo splendore.