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Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

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Giorno liturgico: Lunedì, XXIII settimana del Tempo Ordinario

Testo del Vangelo (Lc 6,6-11): Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo. Ma Gesù (...) guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita. Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

Senza Gesù –Redentore è inevitabile "indurire il cuore"

REDAZIONE evangeli.net (tratte da testi di Benedetto XVI)
(Città del Vaticano, Vaticano)

Oggi, noi tutti -ebrei e non ebrei– dobbiamo prendere una decisione: “negare noi stessi” e riconoscere a Gesù Redentore. Senza Dio l’uomo non può spiegarsi e cade nelle contraddizioni più assurde. È inevitabile “indurire il cuore”, respingendo la propia conoscenza e negando la propria colpa, se non c’è “Qualcuno” che sopporti questa colpa, la “elabori” e la perdoni.

Avviene qui una reciprocità: senza l’idea del Redentore –che non dissimula la colpa, anzi la patisce in se stesso– non si può sopportare la realtà della propria colpa e si ricorre alla prima grande falsità: offuscarsi innanzi alla colpa, dalla quale nascono tutte le altre falsità e finalmente la incapacità generale di fronte alla realtà e viceversa; non è possibile conoscere al Redentore e credere in Lui senza avere il coraggio di essere sinceri con noi stessi.

-Signore, ti chiedo la “grazia” della confessione per riconoscere la verità: la tua (che ho bisogno di te!) e la mia (che non sono “dio” ma una debole creatura!).