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Giorno liturgico: XXIV Domenica (A) del Tempo Ordinario

Testo del Vangelo (Mt 18,21-35): In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù: «Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette.(…)».

Il perdono costa qualcosa, anzitutto a chi perdona

REDAZIONE evangeli.net (tratte da testi di Benedetto XVI)
(Città del Vaticano, Vaticano)

Oggi ascoltando da Gesù il “fino a settanta volte sette”, possiamo comprendere. Che cosa è in realtà il perdono? L’offesa è una realtà, una forza oggettiva che ha provocato della distruzione che si deve riparare. Perciò, il perdono deve essere qualcosa di più che cercare di dimenticare. Il reato deve essere corretto e superato.

Il perdono costa qualcosa, soprattutto a chi perdona: deve superare nel suo interno i danni subiti e rinnovarsi a se stesso, in modo che dopo questo processo di trasformazione raggiunga anche l’altro, il colpevole, e così entrambi, soffrendo fino in fondo il male e superandolo, siano rinnovati. Dio soltanto poteva superare la colpa e la sofferenza degli uomini con un intervento personale, soffrendo Se stesso nel suo Figlio, che ha guidato quella carica e la à superato offrendo se stesso.

—Signore, aiutaci a superare i difetti: con te è davvero possibile coinvolgere i nostri cuori e dare la nostra esistenza.