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Vangelo di oggi + breve spiegazione teológica

Giovedì, VI settimana del Tempo Ordinario

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Testo del Vangelo (Mc 8,27-33): In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo» (...). E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere (...).

La confessione di Pietro in cammino verso Gerusalemme

REDAZIONE evangeli.net (tratte da testi di Benedetto XVI) (Città del Vaticano, Vaticano)

Oggi, contempliamo una pietra miliare nel camino di Gesù: la confessione di Pietro. Gesù domanda ai discepoli che cosa dice la gente di Lui e che cosa ne pensano loro. Le opinioni della gente costituiscono approssimazioni –fin da prima- al mistero di Gesù e hanno qualche cosa in comune: mettono Gesù nella categoria dei profeti (Elia, Geremia, il Battista...). Non arrivano, però, alla Sua natura divina.

Pietro risponde da parte dei Dodici con una dichiarazione che si allontana chiaramente dall’opinione della “gente”: “Tu sei il Cristo” (o, anche, secondo passaggi paralleli, l’ “Unto”, “Figlio di Dio”). Immediatamente dopo, Gesù annuncia la Sua passione e risurrezione e aggiunge, circa il cammino dei discepoli, un insegnamento che consiste nel seguire il “Crocifisso”, “nel perdere sé stessi”.

-Nella sua confessione, Pietro utilizzò “parole di promessa” dell’Antica Alleanza: fu una confessione “a tastoni”. Quella confessione acquistò la sua forma completa, quando Tommaso toccò le ferite del Risuscitato ed esclamò commosso: “Signore mio e Dio mio!”.