Il nostro sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza dell'utente e consigliamo di accettarne l'utilizzo per sfruttare appieno la navigazione

Master·evangeli.net

Vangelo di oggi + breve spiegazione teológica

4 luglio: Santa Elisabetta del Portogallo
Scarica
Testo del Vangelo (Mt 25,31-40): In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Allora i giusti gli risponderanno: «Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?». E il re risponderà loro: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me».

Santa Elisabetta del Portogallo (1271-1336)

Rev. D. Antoni CAROL i Hostench (Sant Cugat del Vallès, Barcelona, Spagna)

Oggi celebriamo santa Elisabetta del Portogallo (1271–1336): fu regina consorte, madre di famiglia, instancabile pacificatrice e terziaria francescana, canonizzata dalla Chiesa Cattolica (1625) per la sua vita di pietà, carità e impegno per la pace. È una figura venerata per la sua dedizione ai poveri, il suo profondo spirito cristiano e la sua capacità di mediare nei conflitti.

Fin da bambina mostrò una speciale inclinazione per la vita di preghiera, il digiuno e le opere buone. A 12 anni, Elisabetta fu data in sposa al re Dionigi I del Portogallo, com’era consuetudine nelle alleanze reali dell’epoca. Nonostante le infedeltà del marito e la vita di corte spesso dissoluta, Elisabetta rimase fedele ai suoi valori cristiani. Seppe conciliare il suo ruolo di regina con una vita di preghiera, digiuno e aiuto costante ai bisognosi. Dopo la morte del marito, nel 1325, Elisabetta si ritirò a vivere nel monastero delle Clarisse di Coimbra, dove entrò come terziaria francescana, e visse con semplicità, preghiera e carità, senza smettere di agire come mediatrice e figura di autorità morale.

—È patrona degli operatori di pace. La sua eredità oltrepassa la storia del Portogallo e la rende una delle grandi figure femminili della Chiesa.