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Vangelo di oggi + breve spiegazione teológica

10 Novembre: San Leone Magno, papa e dottore della Chiesa

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Testo del Vangelo (Mt 16,13-19): In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (...).

San Leone Magno, papa e dottore della Chiesa (+461)

REDAZIONE evangeli.net (tratte da testi di Benedetto XVI) (Città del Vaticano, Vaticano)

Oggi, celebriamo la santità di uno dei più grandi papa che hanno onorato la sede di Roma. Il suo pontificato è durato più di 21 anni ed è stato senza dubbio uno dei più importanti nella storia della Chiesa. Quelli in cui visse Papa Leone erano tempi molto difficili: il ripetersi delle invasioni barbariche, il progressivo indebolirsi in Occidente dell’autorità imperiale e una lunga crisi sociale avevano imposto al Vescovo di Roma di assumere un ruolo rilevante anche nelle vicende civili e politiche.

Conosciamo bene l’azione di Papa Leone, grazie ai suoi bellissimi sermoni e grazie alle sue lettere. Leone Magno fu sostenitore e promotore instancabile del primato romano, proponendosi come autentico erede dell’apostolo Pietro: di questo si mostrarono ben consapevoli i numerosi Vescovi, in gran parte orientali, riuniti nel Concilio di Calcedonia. Questo concilio affermò l’unione delle due nature umana e divina nella sua unica Persona del Figlio di Dio, senza confusione e senza separazione.

—Questa fede in Gesù Cristo vero Dio e vero uomo veniva affermata dal Papa in un importante testo dottrinale indirizzato al Vescovo di Costantinopoli, il cosiddetto “Tomo a Flaviano”, che, letto a Calcedonia, fu accolto dai Vescovi presenti con un’eloquente acclamazione, della quale è conservata notizia negli atti del Concilio: «Pietro ha parlato per bocca di Leone”, proruppero a una voce sola i Padri conciliari».