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Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

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Giorno liturgico: Venerdì VII di Pasqua

Testo del Vangelo (Gv 21,15-19): In quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli» (...). Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse “Mi vuoi bene?”, e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore (...)». E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

Carità: Amare Dio nei fratelli

+ Rev. D. Antoni ORIOL i Tataret
(Vic, Barcelona, Spagna)

Oggi è notevole, in questo frammento del Vangelo di san Giovanni, la reiterazione del verbo “dire”: fino a dieci volte, e il contrasto con l’unica volta in cui Gesù usa con fervore nelle Sue parole l’imperativo: “Seguimi!” Ma è ancora più notevole la relazione tra i verbi “amare” e “pascere”.

Il criterio di giudizio che valorizza il grado di amore di Pietro a Gesù è il livello d’amore dell’Apostolo alle pecore del Signore: “se mi ami abbine cura!” L’amore si incarna nei fatti; ancora una volta, la verticale che ascende fino al cuore di Dio, sprofonda le sue radici nella terra orizzontale dell’amore al prossimo.

-Signore, ci rendiamo conto che Tu hai nascosto la tua presenza più intima nei fratelli più bisognosi. Così elevato è il tuo profondo amore! Dacci la gioia di sperimentare in essi rendendoci partecipi della Tua emotiva solidarietà!