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Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

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Giorno liturgico: Giovedì IV di Pasqua

Testo del Vangelo (Gv 13,16-20): In quel tempo, dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: (...) deve compiersi la Scrittura: “Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno”. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono (...)».

"Io sono": la scienza divina in Cristo

Rev. D. Antoni CAROL i Hostench
(Sant Cugat del Vallès, Barcelona, Spagna)

Oggi, siamo immersi nell'intimità dell'Ultima Cena. Cristo, consapevole della prova incombente, rinforza gli Apostoli e, ancora una volta, dà loro mostre della sua divinità. Egli si presenta a loro come il "Io Sono", con conoscenza divina: predice il tradimento di Giuda “prima che accada”.

È uomo!; di nessun’altro c’è scritto tanto in tempi antichi. Sappiamo il suo nome, dove e quando è nato; conosciamo le sue opere e parole. Soffrì fino alla morte (una lanciata certificò la sua morte senza "palliative"). Ed è Dio! Solo Dio può essere chiamarsi "Io Sono" (davanti Mosè aveva usato questo "nome proprio"). Dio "è", senza qualificativi, perché la sua infinitudine non ammette limiti. Gesù lo vede tutto come un "eterno presente". La sua conoscenza divina e umana cooperano senza confusione. Un mistero non impossibile per l’Essere Infinito, potente per "integrare" la natura umana creata a sua immagine per se stesso.

—Gesù, perché tu sei Dio, la tua umanità sapeva che avrebbe sofferto molto. Ti amo!