Un team di 222 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno
222 sacerdoti commenti il Vangelo del giorno
Contemplare il Vangelo di oggi
Vangelo di oggi + omelia (di 300 parole)
Egli mette pace nei tuoi confini e ti sazia con fiore di frumento. Manda sulla terra il suo messaggio: la sua parola corre veloce.
Annuncia a Giacobbe la sua parola, i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele. Così non ha fatto con nessun’altra nazione, non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
«La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda»
P. Esteban SALAZAR González (Puerto Vallarta, Messico)Oggi, la celebrazione del Corpus Domini ci offre l’opportunità, da una parte, di valorizzare e ringraziare per il grande dono che ci viene offerto nel Sacramento dell’Eucaristia. In essa si realizza la promessa del Signore: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). Questa presenza sacramentale ha inizio nell’Ultima Cena, quando Gesù “spezza e distribuisce” il suo Corpo e il suo Sangue, dono destinato a continuare perché proprio in quella stessa Cena Egli affida anche il potere di renderLo ancora presente: «Fate questo in memoria di me» (Lc 22,19).
San Giovanni, nel suo Vangelo, ci dice che ciascuno dei segni compiuti da Gesù aveva lo scopo di suscitare e rafforzare la fede in Lui (cf. Gv 20,31). San Paolo, da parte sua, sottolinea la grande importanza della Risurrezione: «Se Cristo non è risorto, vana è la nostra fede» (1Cor 15,17). Ma questa fede deve essere alimentata, e il modo migliore per farlo è nutrirsi del Corpo stesso del Signore: «La mia carne è vero cibo» (Gv 6,55). Per questo, questa solennità ci ricorda anche la responsabilità che abbiamo non solo di essere ben preparati a riceverLo, ma anche di “mangiarLo davvero”.
Infatti, il suo Corpo ci darà vita nella misura in cui lo assimileremo. Così come accade con qualsiasi alimento che diamo al nostro corpo — affinché ci sia utile — esso deve essere assimilato, allo stesso modo il Corpo del Signore sarà fonte di forza e di vita nella misura in cui gli permetteremo di diventare parte di noi stessi. Per questo, secondo Leone XIV, «la partecipazione alla liturgia non termina nel tempio, ma trasforma la vita quotidiana».
Detto in altre parole, la nostra Comunione con il Signore, la Santa Eucaristia, il Corpus Domini, sarà realmente efficace in noi nella misura in cui la nostra vita sarà un vero segno affinché gli altri credano. Lo stesso Signore ce lo ha suggerito con queste parole: «Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli» (Mt 5,16).
Pensieri per il Vangelo di oggi
«Gesù ci parla con tenerezza quando si offre ai suoi nella santa comunione. Cosa di più potrebbe darmi, mio Gesù, oltre alla sua carne come cibo? No, Dio non potrebbe fare di più, né mostrarmi un amore più grande» (Santa Teresa di Calcutta)
«Gesù, Pane di vita eterna, è disceso dal cielo e si è fatto carne grazie alla fede di Maria Santissima. Chiediamo alla Vergine di aiutarci a riscoprire la bellezza dell'Eucaristia, e di farne il centro della nostra vita» (Francesco)
«La comunione accresce la nostra unione con Cristo. Ricevere l'Eucaristia nella comunione porta come frutto principale l'unione intima con Cristo Gesù. Infatti, il Signore dice: 'Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue dimora in me e io in lui' (Gv 6,56). La vita in Cristo trova il suo fondamento nel banchetto eucaristico» (Catechismo della Chiesa Cattolica, nº 1.391)
Altri commenti
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno»
Mons. Agustí CORTÉS i Soriano Vescovo Emerito di Sant Feliu de Llobregat (Barcelona, Spagna)Oggi, l’intero messaggio da ascoltare e vivere è contenuto “nel pane”. Il sesto capitolo del Vangelo secondo San Giovanni riferisce il miracolo della moltiplicazione dei pani, seguito da un gran discorso di Gesù, del quale uno dei frammenti ascoltiamo oggi. Siamo ansiosi di intenderlo, non solo per sperimentare la festa del “Corpus” ed il sacramento dell’Eucaristia, ma anche per comprendere uno dei messaggi centrali del suo Vangelo.
Vi sono folle affamate che necessitano di pane. Vi è una intera umanità condannata alla morte e al vuoto, priva di speranza, che necessita di Gesù Cristo. Vi è un Popolo di Dio credente e camminatore che necessita incontrarlo visibilmente per continuare vivendo di Lui e guadagnare la vita. Tre classi di fame e tre esperienze di sazietà, che corrispondono a tre forme di pane: il pane materiale, il pane che è la Persona di Gesù Cristo ed il pane eucaristico.
Sappiamo che il pane più importante è Gesù Cristo. Senza di Lui non possiamo vivere in modo alcuno: «Senza di me non potete far nulla» (Gv 15,5). Pero Lui stesso volle dare da mangiare all’affamato e, inoltre, ne fece un imperativo evangelico fondamentale. Sicuramente pensava che era un buon modo di rivelare e verificare l’amore salvifico di Dio. Però volle anche rendersi accessibile a tutti noi sotto la forma del pane, in modo che, coloro i quali ancora camminiamo nella storia, rimaniamo in questo amore e raggiungiamo così la vita.
Voleva innanzitutto insegnarci a cercarlo e a vivere di Lui; volle dimostrare il Suo amore dando da mangiare all’affamato, offrendosi assiduamente nell’Eucaristia: «Chi mangia questo pane vivrà in eterno» (Gv 6,58). Sant’Agostino commenta questo Vangelo con dichiarazioni audaci e plastiche: «Quando si mangia a Cristo, si mangia la vita (...) Se, però, vi separate a tal punto da non prendere né il Corpo né il Sangue del Signore, è da temere che moriate».
Nuovi Quiz di domande:
Storia della Chiesa attraverso i santi, secoli IX e X
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