Un team di 219 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno
219 sacerdoti commenti il Vangelo del giorno
Contemplare il Vangelo di oggi
Vangelo di oggi + omelia (di 300 parole)
Qui trovò alcuni discepoli e disse loro: «Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?». Gli risposero: «Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo». Ed egli disse: «Quale battesimo avete ricevuto?». «Il battesimo di Giovanni», risposero. Disse allora Paolo: «Giovanni battezzò con un battesimo di conversione, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù».
Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare. Erano in tutto circa dodici uomini. Entrato poi nella sinagoga, vi poté parlare liberamente per tre mesi, discutendo e cercando di persuadere gli ascoltatori di ciò che riguarda il regno di Dio.
I giusti invece si rallegrano, esultano davanti a Dio e cantano di gioia. Cantate a Dio, inneggiate al suo nome: Signore è il suo nome.
Padre degli orfani e difensore delle vedove è Dio nella sua santa dimora. A chi è solo, Dio fa abitare una casa, fa uscire con gioia i prigionieri.
«Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!»
Rev. D. Miquel SALÓ Casajuana (Sabadell, Barcelona, Spagna)Oggi Gesù afferma che i discepoli lo lasceranno solo, ma aggiunge subito che non è solo, «perché il Padre è con me» (Gv 16,32). Padre, Figlio e Spirito Santo formano una comunione d’amore. Allo stesso modo, anche noi battezzati partecipiamo a questa comunione d’amore; non siamo mai soli: «Proprio perché ci ama, il Signore non ci lascia soli nelle prove della vita: ci promette il Paraclito, cioè l’Avvocato difensore, lo “Spirito della verità”» (Leone XIV).
Possiamo partecipare alla vita divina in ogni momento. Come creature, il Padre ci mantiene sempre nell’essere. Come battezzati, possiamo sempre partecipare all’inabitazione della Santissima Trinità in noi. Tieni presente che puoi sempre rivolgerti al Signore in qualsiasi luogo e circostanza. Questa relazione con la Trinità si alimenta specialmente nei sacramenti e deve manifestarsi nella pratica della carità.
È necessario curare la relazione con Dio per renderla più intensa e viva: partecipare ai sacramenti (specialmente all’Eucaristia e alla Penitenza), avere una vita di maggiore intimità attraverso la preghiera, la lettura della Sacra Scrittura o la pratica della carità seguendo le opere di misericordia. Egli ci viene incontro; dobbiamo accoglierlo nella nostra persona.
Con lo sguardo rivolto all’Ascensione e alla Pentecoste, il Vangelo ci ricorda anche che Cristo ha vinto la morte. Gesù Cristo è veramente risorto. Siamo ancora nel tempo pasquale. Gesù ci ricorda che Egli ha vinto il mondo (cf. Gv 16,33). Se lo paragoniamo al mondo dello sport, sarebbe come giocare una partita sapendo che è già stata vinta. Questo non significa che non vi siano pericoli; non significa che non ci sia bisogno di impegnarsi. Anche se resta ancora tempo di gioco e ci sarà da sudare e soffrire, sappiamo che la vittoria è nostra.
Sempre per mano di Maria! Lei è piena di Spirito Santo, ha vissuto una vita di grande intimità con Cristo, lo ha portato in grembo per nove mesi, lo ha ascoltato nel corso degli anni e ha accompagnato i discepoli nell’accoglienza dello Spirito Santo il giorno di Pentecoste.
Pensieri per il Vangelo di oggi
«Durante tutto il tempo che intercorre tra la risurrezione del Signore e la sua ascensione, la provvidenza divina si è prodigata a dimostrare, insinuandosi negli occhi e nei cuori dei suoi, che la risurrezione del Signore Gesù Cristo era così tanto vera quanto la sua nascita, passione e morte» (San Leone Magno)
«Qui è importante cogliere bene il segreto della gioia inscrutabile che dimora in Gesù, e che gli è propria. Se Gesù irradia una tale pace, una tale sicurezza, una tale allegrezza, una tale disponibilità, è a causa dell'amore ineffabile di cui egli sa di essere amato dal Padre» (San Paolo VI)
«La virtù della fortezza rende capaci di vincere la paura, perfino della morte, e di affrontare la prova e le persecuzioni. Dà il coraggio di giungere fino alla rinuncia e al sacrificio della propria vita per difendere una giusta causa (…) ‘Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo’ (Gv 16,33)» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n° 1808)
Altri commenti
«Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!»
Rev. D. Jordi CASTELLET i Sala (Vic, Barcelona, Spagna)Oggi, possiamo avere la sensazione che il mondo della fede in Cristo si indebolisca. Vi sono molte notizie che vanno contro la fortezza che vorremmo ricevere dalla vita radicata integralmente nel Vangelo. I valori del consumismo, del capitalismo, della sensualità e del materialismo sono in voga e contro tutto ciò che suppone mettersi in sintonia con le esigenze evangeliche. Tuttavia, questo insieme di valori e modi di intendere la vita non danno la pienezza e la pace, anzi recano disagio ed inquietudine. Non sarà forse per questi motivi che oggi le persone camminano per le strade con volti tristi, chiuse in se stesse e preoccupate per un futuro che vedono tutt’altro che chiaro, precisamente perché lo hanno ipotecato al prezzo di un’automobile, di una casa o di una vacanza che, sta di fatto, non si possono permettere?
Le parole di Gesù ci invitano ad avere fiducia: «Abbiate fiducia: io ho vinto il mondo» (Gv 16,33), cioè con la Sua Passione, Morte e Resurrezione ha raggiunto la vita eterna, quella vita che non ha ostacoli, quella vita senza limiti perché ha superato tutti i limiti e ha superato tutte le difficoltà.
Noi, che siamo di Cristo, superiamo tutte le difficoltà così come Lui le ha superate, anche se nella nostra vita ci vediamo costretti a passare attraverso successive morti e resurrezioni, mai desiderate ma si accettate dallo stesso Mistero Pasquale di Cristo. Non sono per caso “morti” la perdita di un amico, la separazione da una persona amata, il fallimento di un progetto o le limitazioni che sperimentiamo a causa della nostra fragilità umana?
«Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati.» (Rm 8,37). Siamo testimoni dell’amore di Dio, perché Lui, in noi, «grandi cose ha fatto» (Lc 1,39) e ci ha dato il Suo aiuto per superare ogni difficoltà, anche la morte, perché Cristo ci dona il Suo Santo Spirito.