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213 sacerdoti commenti il Vangelo del giorno
Contemplare il Vangelo di oggi
Vangelo di oggi + omelia (di 300 parole)
Nei suoi giorni fiorisca il giusto e abbondi la pace, finché non si spenga la luna. E dòmini da mare a mare, dal fiume sino ai confini della terra.
I re di Tarsis e delle isole portino tributi, i re di Saba e di Seba offrano doni. Tutti i re si prostrino a lui, lo servano tutte le genti.
Perché egli libererà il misero che invoca e il povero che non trova aiuto. Abbia pietà del debole e del misero e salvi la vita dei miseri.
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
«Il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme (…) Videro il bambino con Maria sua madre»
Fr. Bill SHAUGHNESSY (Miami, Florida, Stati Uniti)Oggi, vediamo in tre misteriosi pagani ciò che la Gerusalemme inquieta non ha visto: la manifestazione dell’amore misericordioso di Dio per tutta l’umanità. La cultura persiana, l’astronomia e i doni catturano la maggior parte della nostra attenzione in questo giorno, ma Benedetto XVI rileva anche un enigma: la menzione di Giuseppe è «sorprendentemente assente» dalla descrizione che Matteo fa dell’arrivo effettivo dei Magi (cfr. Mt 2,11). Egli ammette: «Non sono ancora riuscito a trovare una spiegazione pienamente convincente».
E tuttavia, perché stupirsi? Giuseppe doveva provvedere al sostentamento della sua famiglia a Betlemme nei mesi che precedettero l’arrivo dei Magi. Lontano dalla bottega di Nazaret, si spostava là dove c’era lavoro: recinzioni e stalle danneggiate, oppure nuovi cantieri. Non era dunque strano che Giuseppe si trovasse altrove quando i Magi arrivarono — è persino possibile che non li abbia mai incontrati. Il lavoro di Giuseppe è tanto decisivo per il racconto dell’infanzia quanto la sua presenza in casa con Maria e Gesù.
Papa Leone XIV ha sottolineato questo aspetto, riferendosi al fabbro, agli albergatori, alle lavandaie, ecc., nella scena del presepe vaticano: «Sembrano distaccati dall’evento centrale, ma non è così: in realtà, ciascuno vi partecipa così com’è, restando al proprio posto e facendo ciò che deve fare, il proprio lavoro (…). Questo può essere vero anche per noi nelle nostre giornate di lavoro: ciascuno di noi compie il proprio compito e lodiamo Dio proprio facendolo bene, con impegno».
Decidiamo dunque di offrire quest’anno al Bambino Gesù il dono del nostro lavoro. Siamo riconoscenti per il sacrificio di coloro il cui lavoro li obbliga a lasciare le loro famiglie e a servirci nei giorni di festa. E, se Giuseppe manca in una scena del presepe, sappiamo dove trovarlo: tra i lavoratori di oggi che si radunano nei luoghi abituali con la missione incerta di procurare il pane quotidiano alle loro famiglie. Essi attendono il nostro apprezzamento e la nostra compassione — non la paura di Gerusalemme, né l’astio di Erode.
Pensieri per il Vangelo di oggi
«Che tutti tutti i popoli vengano a unirsi alla famiglia dei patriarchi (…). Che tutte le nazioni, nella persona dei tre Magi, adorino l'Autore dell'universo» (San Leone Magno)
«Il mistero del Natale si irradia sulla terra, diffondendosi in cerchi concentrici: la Sacra Famiglia di Nazareth, i pastori di Betlemme e, infine, i Magi, che sono come la primizia dei popoli pagani» (Benedetto XVI)
«L'epifania è la manifestazione di Gesù come Messia d'Israele, Figlio di Dio e Salvatore del mondo. Insieme con il battesimo di Gesù nel Giordano e con le nozze di Cana, essa celebra l'adorazione di Gesù da parte dei ‘magi’ venuti dall'oriente (Mt 2,1). In questi ‘magi’, che rappresentano le religioni pagane circostanti, il Vangelo vede le primizie delle nazioni che nell'incarnazione accolgono la Buona Novella della salvezza (…)» (Catechismo della Chiesa Cattolica, nº 528)
Altri commenti
«Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono»
Rev. D. Joaquim VILLANUEVA i Poll (Barcelona, Spagna)Oggi, il profeta Isaia ci esorta: «Alzati, rivestiti di luce, Gerusalemme, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla su di te» (Is 60,1). Quella luce che ha visto il profeta, è la stella che vedono i Magi in Oriente, come molti altri uomini. I Magi scoprono il suo significato. Gli altri uomini la contemplano come se fosse qualcosa di ammirabile che, però, non causa in loro nessun effetto. E, così, non reagiscono. I Magi, si rendono conto che, con la stella, Dio invia loro un messaggio importante per il quale vale la pena lasciare le comodità del sicuro e rischiare tutto in un viaggio incerto: la speranza di incontrare il Re, li porta a seguire quella stella, che avevano annunciato i profeti e che il popolo di Israele aspettava da secoli.
Arrivano a Gerusalemme, la capitale degli Ebrei. Pensano che lì sapranno indicargli il luogo preciso dove è nato il loro Re. Effettivamente, diranno loro: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta» (Mt 2,5). La notizia dell’arrivo dei Magi e la loro domanda si diffuse per tutta Gerusalemme in poco tempo: Gerusalemme era allora una piccola città, e la presenza dei Magi e del loro seguito era stata notata da tutti i suoi abitanti visto che «Il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme» (Mt 2,3), ci dice il Vangelo.
Gesù si incrocia nella vita di molte persone, a cui non interessa. Un piccolo sforzo avrebbe cambiato le loro vite, avrebbero trovato il Re della Felicità e della Pace. Questo richiede la buona volontà di cercarlo, di muoversi, di chiedere senza scoraggiarsi, come i Magi, di uscire dalla nostra pigrizia, dalla nostra routine, di apprezzare l’immenso valore di incontrare Cristo. Se non lo incontriamo, non abbiamo trovato nulla nella vita, perché solo Lui è il Salvatore: incontrare Gesù è trovare il Cammino che ci porta a conoscere la Verità che ci da la Vita. E, senza di Lui, assolutamente nulla vale la pena.