Un team di 224 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno
224 sacerdoti commenti il Vangelo del giorno
Contemplare il Vangelo di oggi
Vangelo di oggi + omelia (di 300 parole)
Allora il Signore fece sorgere dei giudici, che li salvavano dalle mani di quelli che li depredavano. Ma neppure ai loro giudici davano ascolto, anzi si prostituivano ad altri dèi e si prostravano davanti a loro. Abbandonarono ben presto la via seguita dai loro padri, i quali avevano obbedito ai comandi del Signore: essi non fecero così. Quando il Signore suscitava loro dei giudici, il Signore era con il giudice e li salvava dalla mano dei loro nemici durante tutta la vita del giudice, perché il Signore si muoveva a compassione per i loro gemiti davanti a quelli che li opprimevano e li maltrattavano. Ma quando il giudice moriva, tornavano a corrompersi più dei loro padri, seguendo altri dèi per servirli e prostrarsi davanti a loro: non desistevano dalle loro pratiche e dalla loro condotta ostinata.
Servirono i loro idoli e questi furono per loro un tranello. Immolarono i loro figli e le loro figlie ai falsi dèi.
Si contaminarono con le loro opere, si prostituirono con le loro azioni. L’ira del Signore si accese contro il suo popolo ed egli ebbe in orrore la sua eredità.
Molte volte li aveva liberati, eppure si ostinarono nei loro progetti ma egli vide la loro angustia, quando udì il loro grido.
«Che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?»
P. Enrique AMAT i Busquets (Terrassa, Barcelona, Spagna)Oggi il Vangelo ci presenta il giovane ricco, un ragazzo che aveva una profonda sete di eternità: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?» (Mt 19,16). Questo desiderio di felicità è inscritto nell’anima di ogni persona, perché tutti siamo stati creati dall’Amore e destinati alla piena comunione con Lui. Quale fu, allora, l’ostacolo che impedì a questo giovane di seguire Gesù? Il suo cuore era ancora attaccato ai beni temporali. Quel giovane aveva un desiderio nobile, ma concepiva il cammino della salvezza come il semplice adempimento di una serie di norme: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?» (Mt 19,20).
Per raggiungere la salvezza delle nostre anime dobbiamo lasciare che Dio regni nella nostra vita, affinché lo Spirito Santo ci spogli progressivamente di tutto ciò che non viene da Lui, anche di quelle cose che, pur essendo buone, possono diventare un ostacolo alla nostra santità. Il suo amore per noi non ha limiti e per questo non vuole lasciarci rinchiusi nel nostro egoismo e nella nostra iniquità: «A ciascuno di voi dico: Dio ti ama così come sei, ma ti sogna migliore!» (Leone XIV).
Gesù ci invita a puntare tutto e ad alzare lo sguardo verso i beni eterni. Ci apre un cammino di salvezza che trova il suo fondamento nell’amore e nella libertà che solo Lui può donarci. Ci mostra che il cammino cristiano non consiste soltanto nel fare delle cose — osservare i comandamenti —, ma soprattutto nel lasciarci trasformare dalla sua grazia, senza porre condizioni: «Se dunque sei l’opera di Dio, aspetta la mano del tuo Artefice, che fa tutte le cose al tempo opportuno. Presentagli il tuo cuore morbido e malleabile e con¬ serva la forma che ti ha dato l’Artista, avendo in te l’Acqua che viene da lui per non rifiutare, diventando duro, l’impronta delle sue dita» (Sant’Ireneo).
Chiediamo a Dio che ci aiuti a essere generosi e audaci nel seguirlo e a non avere paura di affidarci alla sua volontà. La ricompensa è grandissima: «Riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna» (Mt 19,29).
Pensieri per il Vangelo di oggi
«Se non sei padrone di te stesso, per quanto tu possa essere potente il tuo potere mi fa pena e mi fa ridere» (San Josemaría)
«Gesù mostra che i comandamenti non devono essere intesi come un limite minimo da non oltrepassare, ma piuttosto come una strada aperta per un cammino morale e spirituale di perfezione, la cui anima è l'amore» (San Juan Pablo II)
«“Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?” Al giovane che gli rivolge questa domanda, Gesù risponde innanzi tutto richiamando la necessità di riconoscere Dio come... il Bene per eccellenza... Poi Gesù gli dice: « Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti »... Infine Gesù riassume questi comandamenti in una formulazione positiva: « Ama il prossimo tuo come te stesso» (Catechismo della Chiesa Cattolica, nº 2.052)
Altri commenti
«Che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?»
Rev. D. Óscar MAIXÉ i Altés (Roma, Italia)Oggi, la liturgia della Parola mette davanti alla nostra considerazione il famoso passaggio del ‘giovane ricco´, di quel giovane che non seppe rispondere davanti allo sguardo d’amore che Cristo gli rivolse (cf Mc 10,21). San Giovanni Paolo II ci ricorda che in quel giovane possiamo riconoscere ogni uomo che si avvicina a Cristo e gli domanda sul senso della sua propria vita: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?» (Mt 19,16). Il Papa commenta che l’interlocutore di Gesù intuisce che c’è un nesso tra il bene morale e la piena realizzazione del proprio destino».
Anche oggi quante persone si rivolgono questa domanda! Se ci guardiamo attorno, possiamo, forse, pensare che sono poche le persone che vedono `più in là´, oppure che l’uomo del secolo XXI, non avverte il bisogno di rivolgersi questo tipo di domande, giacchè le risposte pensa che non gli servono.
Gesù gli risponde: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti...» (Mt 19,17). Rivolgersi domande sull’aldilà non è solo legittimo, ma... è necessario farlo! Il giovane che Gli ha chiesto che cosa deve fare per ottenere la vita eterna, Cristo gli risponde che deve essere buono.
Oggi giorno per alcuni o per molti –poco importa– può sembrare impossibile l’ ”essere buono”... Oppure può sembrare a loro un qualcosa che non ha senso, una sciocchezza! Oggi, come più di venti secoli fa, Cristo continua a ricordarci che per entrare nella vita eterna, è necessario rispettare i comandamenti della legge di Dio: non si tratta di un “ottimo”, ma che è il cammino necessario affinché l’uomo sia simile a Dio e possa così entrare nella vita eterna della mano di Padre-Dio. Infatti «Gesù mostra che i comandamenti non devono essere intesi come un limite che non bisogna oltrepassare, ma come un sentiero aperto verso un cammino morale e spirituale di perfezione, il cui impulso interno è l’amore» (San Giovanni Paolo II).