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Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

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Giorno liturgico: Martedì, XXI settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura (2Ts 2,1-3a.14-17): Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro radunarci con lui, vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia già presente. Nessuno vi inganni in alcun modo! Noi dobbiamo sempre rendere grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza, per mezzo dello Spirito santificatore e della fede nella verità. A questo egli vi ha chiamati mediante il nostro Vangelo, per entrare in possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo. Perciò, fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete appreso sia dalla nostra parola sia dalla nostra lettera. E lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.
Salmo Responsoriale: 95
R/. Vieni, Signore, a giudicare la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!». È stabile il mondo, non potrà vacillare! Egli giudica i popoli con rettitudine.

Gioiscano i cieli, esulti la terra, risuoni il mare e quanto racchiude; sia in festa la campagna e quanto contiene.

Acclamino tutti gli alberi della foresta davanti al Signore che viene: sì, egli viene a giudicare la terra; giudicherà il mondo con giustizia e nella sua fedeltà i popoli.
Versetto prima del Vangelo (Ebr 4,12): Alleluia, alleluia. La parola di Dio è viva, efficace: discerne i sentimenti e i pensieri del cuore. Alleluia.

Testo del Vangelo (Mt 23,23-26): In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito!».

«Pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito!»

Fr. Austin NORRIS
(Mumbai, India)

Oggi abbiamo l' impressione di "catturare" Gesù in un impeto di rabbia, -qualcuno è riuscito ad infastidirlo. Gesù Cristo è a disagio con la falsa religiosità, le richieste pompose e la pietà egoista. Ha notato un vuoto d' amore, cioè manca «la giustizia, la misericordia e la fedeltà» (Mt 23,23), dopo le azioni superficiali con cui cercano di adempiere la Legge. Gesù incarna queste qualità nella sua persona e ministero. Lui era la giustizia, la misericordia e la fede. Le loro azioni, miracoli, guarigioni e parole trasudavano questi veri fondamenti, che gli derivano dal suo cuore amorevole. Per Gesù Cristo non era una questione di "Legge", piuttosto una questione di cuore ...

Anche nelle parole di punizione si vede in Dio un tocco d' amore, importante per chi vuole tornare alle origini: «Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te: praticare la giustizia, amare la pietà, camminare umilmente con il tuo Dio» (Mich 6,8). Papa Francesco ha detto: «Un po di pietà rende il mondo meno freddo e più giusto. Abbiamo bisogno di capire questa misericordia di Dio, questo Padre misericordioso che ha tanta pazienza ... Ricordate il profeta Isaia quando dice che, anche se i nostri peccati fossero scarlatto, l'amore di Dio li renderà bianchi come la neve. E 'bello, è la misericordia.

«Pulisci prima l' interno del bicchiere, perché anche l' esterno diventi netto!» (Mt 23,26). Come è vero questo per ciascuno di noi! Sappiamo come la pulizia personale ci fa sentire freschi e vibranti dentro e fuori. Inoltre, in quello spirituale e morale al nostro interno, il nostro spirito, se è pulito e sano brillarà in buone opere e azioni che onorano Dio e lo rendono un vero e proprio tributo (cfr Gv 5,23). Guardiamo il contesto più ampio dell'amore, della giustizia e della fede, e non andiamo persi in minuzie che consumano il nostro tempo, ci fanno diminuire e ci rendono schizzinosi. Tuffiamoci al vasto oceano dell'amore di Dio e non ci accontentiamo con fiumicelli di cattiveria!

«Pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito»

Hno. Lluís SERRA i Llançana
(Roma, Italia)

Oggi, Gesù assume un atteggiamento chiaro di denuncia: «Guai a voi (...)! Guai a voi (...)!» (Mt 23,23.25). Il suo obbiettivo sono i maestri della Legge e i farisei, che rappresentano le classi potenti perché esercitano sul popolo un dominio spirituale e morale. Come possono orientare la gente essendo "guide cieche"? La loro cecità risiede nella incoerenza nella osservazione scrupolosa dei piccoli dettagli, che sono importanti, e ignorare le cose fondamentali, come la giustizia, l’amore e la fedeltà. Si preoccupano della propria immagine, che non corrisponde al loro interiore, colmo di "rapina e intemperanza" (Mt 23,25). È interessante notare come Gesù usò termini relativi agli aspetti economici.

Il Vangelo di oggi è un invito alle persone e ai gruppi più rilevanti della comunità cristiana, cioè, le loro guide, affinché facciano un esame di coscienza. Rispettiamo i valori fondamentali? Valutiamo di più le norme che le persone? Imponiamo agli altri ciò che non siamo in grado di compiere noi stessi? Parliamo dalla sufficienza (condiscendenza) delle nostre idee o dall'umiltà del nostro cuore? Come diceva Helder Camara: "Vorrei essere una pozzanghera per riflettere il cielo." Vedono le persone nei loro pastori uomini di Dio, che contraddistinguono il superfluo dal fondamentale? La debolezza merita comprensione, l'ipocrisia provoca rigetto.

A seguire il Vangelo di oggi possiamo cadere in una trappola. Gesù dice ai maestri della Legge e ai farisei di essere degli ipocriti. Ce n’erano anche di sinceri. Noi possiamo pensare che questo testo si può interpretare nell’attualità per vescovi e sacerdoti. Certamente, come leader delle comunità cristiane, devono stare attenti a non cadere in atteggiamenti che Gesù denuncia, pero bisogna ricordare che ogni credente -uomo o donna- può albergare nel suo interiore un "fariseo cieco". Gesù ci invita: "pulisci prima l'interno del bicchiere, perché anche l'esterno diventi netto" (Mt 23,26). La spiritualità ha le sue radici all'interno del cuore.