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Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

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Giorno liturgico: Mercoledì, XXX settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura (Ef 6,1-9): Figli, obbedite ai vostri genitori nel Signore, perché questo è giusto. «Onora tuo padre e tua madre!». Questo è il primo comandamento che è accompagnato da una promessa: «perché tu sia felice e goda di una lunga vita sulla terra». E voi, padri, non esasperate i vostri figli, ma fateli crescere nella disciplina e negli insegnamenti del Signore.

Schiavi, obbedite ai vostri padroni terreni con rispetto e timore, nella semplicità del vostro cuore, come a Cristo, non servendo per farvi vedere, come fa chi vuole piacere agli uomini, ma come servi di Cristo, facendo di cuore la volontà di Dio, prestando servizio volentieri, come chi serve il Signore e non gli uomini. Voi sapete infatti che ciascuno, sia schiavo che libero, riceverà dal Signore secondo quello che avrà fatto di bene.

Anche voi, padroni, comportatevi allo stesso modo verso di loro, mettendo da parte le minacce, sapendo che il Signore, loro e vostro, è nei cieli e in lui non vi è preferenza di persone.
Salmo Responsoriale: 144
R/. Fedele è il Signore in tutte le sue parole.
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere e ti benedicano i tuoi fedeli. Dicano la gloria del tuo regno e parlino della tua potenza.

Per far conoscere agli uomini le tue imprese e la splendida gloria del tuo regno. Il tuo regno è un regno eterno, il tuo dominio si estende per tutte le generazioni.

Fedele è il Signore in tutte le sue parole e buono in tutte le sue opere. Il Signore sostiene quelli che vacillano e rialza chiunque è caduto.
Versetto prima del Vangelo (2Ts 2,14): Alleluia, alleluia. Dio ci ha chiamati mediante il Vangelo, per entrare in possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo. Alleluia.

Testo del Vangelo (Lc 13,22-30): In quel tempo, Gesù passava per città e villaggi, insegnando, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Rispose: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, aprici. Ma egli vi risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete. Allora comincerete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze. Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori d’iniquità! Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, e voi cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, ci sono alcuni tra gli ultimi che saranno primi e alcuni tra i primi che saranno ultimi».

«Sforzatevi di entrare per la porta stretta»

Rev. D. Lluís RAVENTÓS i Artés
(Tarragona, Spagna)

Oggi, andando verso Gerusalemme, Gesù si ferma un momento e qualcuno ne approfitta per domandarGli: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?» (Lc 13,23). Forse, all’ascoltare Gesù, quell’uomo si impensierì. Certamente, quello che Gesù insegna è meraviglioso ed attraente, ma le esigenze che comporta non sono di suo gradimento. Ma, e se volesse vivere il Vangelo a modo suo, con una “morale alla carta”? Quali probabilità avrebbe di salvarsi?

Così, dunque, domanda: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?» Gesù non accetta questa impostazione. La salvazione è una questione troppo seria per poter essere risolta mediante un calcolo di probabilità. Dio «non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi.» (2P 3,9).

Gesù risponde: «Sforzatevi ad entrare per la porta stretta, perché molti ,io vi dico, cercheranno di entrare ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo:”Signore, aprici!” Ma Egli vi risponderà:`Non so di dove siete´». Come possono considerarsi parte del suo gregge se non seguono il Buon Pastore né accettano il Magistero della Chiesa? «Allontanatevi da me, voi tutti operatori d’iniquità! Là ci sarà pianto e stridore di denti» (Lc 13,27-28).

Né Gesù né la Chiesa temono che l’immagine di Dio Padre resti offuscata a causa della rivelazione del mistero dell’inferno. Come afferma il Catechismo della Chiesa, «le affermazioni delle Sacre Scritture e gl’insegnamenti della Chiesa a proposito dell’inferno sono un richiamo alla responsabilità con la quale l’uomo deve usare la sua libertà in relazione al suo destino eterno. Costituiscono, allo stesso tempo, un appello incalzante alla conversione» (n. 1036).

Cerchiamo di non ”fare i furbi” e finiamola di fare calcoli. Sforziamoci di entrare per la porta stretta, ricominciando quante volte sia necessario, fiduciosi nella Sua misericordia. «Tutto quello che ti preoccupa momentaneamente –dice san Josemaría-, importa poco. Quello che importa in un modo assoluto è che tu sia felice, che ti salvi».