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Contemplare il Vangelo di oggi

Vangelo di oggi + omelia (di 300 parole)

IV Domenica (B) del Tempo Ordinario

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Prima Lettura (Dt 18,15-20): Mosè parlò al popolo dicendo: «Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto. Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea, dicendo: “Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia”. Il Signore mi rispose: “Quello che hanno detto, va bene. Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire”».
Salmo Responsoriale: 94
R/. Ascoltate oggi la voce del Signore.
Venite, cantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia.

Entrate: prostràti, adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce.

Se ascoltaste oggi la sua voce! «Non indurite il cuore come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere».
Seconda Lettura (1Cor 7,32-35): Fratelli, io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso! Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito. Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni.
Versetto prima del Vangelo (Mt 4,16): Alleluia, alleluia. Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta. Alleluia.
Testo del Vangelo (Mc 1,21-28): In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

«Un insegnamento nuovo, dato con autorità»

Rev. D. Jordi CASTELLET i Sala (Sant Hipòlit de Voltregà, Barcelona, Spagna)

Oggi, Cristo ci rivolge il suo energico grido, senza dubbi e con autorità: «Taci! Esci da lui!» (Mc 1,25). Lo dice agli spiriti maligni che vivono in noi e che non ci lasciano essere liberi, tale come Dio ci ha creato e desiderato.

Se te ne sei accorto, i fondatori degli ordini religiosi, la prima norma che impongono quando stabiliscono la vita comunitaria, è quella del silenzio: in una casa dove si deva pregare, dovrà regnare il silenzio e la contemplazione. Come recita l’adagio: «Il bene non fa rumore». Per questo Cristo ordina a quello spirito maligno di zittire, perché il suo obbligo è di arrendersi davanti a chi è la Parola che «Il verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,14)».

Però è anche vero che insieme all‘ammirazione che sentiamo per il Signore si può incorporare anche un sentimento di sufficenza, in modo tale da giungere a pensare come diceva San Agostino nelle proprie confessioni: «Signore, fammi casto, però ancora no». La tentazione è quella di lasciare per ultimo la propria conversione, perché ancora non coincide con i progetti personali.

La chiamata al seguimento radicale di Gesù Cristo, è per Lui qui e adesso, per fare possibile il suo Regno, che si fa strada però con difficoltà fra di noi. Lui conosce il nostro tepore, sa che non ci sprechiamo decisamente nella opzione per il Vangelo, ma che vogliamo contemporizzare tirando avanti, vivendo, senza stridenze e senza fretta.

Il male non può convivere con il bene. La vita in santità non permette il peccato. «Nessuno può servire due padroni perché odierà l’uno e amera l’altro» (Mt 6,24), disse Gesù Cristo. Rifugiamoci sull’albero santo della croce e che la sua ombra si proietti sulla nostra vita, e lasciamo che sia Lui a confortarci, ci faccia capire il perché della nostra esistenza e ci conceda una vita degna di figli di Dio.