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Contemplare il Vangelo di oggi

Vangelo di oggi + omelia (di 300 parole)

Sabato, VI settimana del Tempo Ordinario
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Prima Lettura (Giac 3,1-10): Fratelli miei, non siate in molti a fare da maestri, sapendo che riceveremo un giudizio più severo: tutti infatti pecchiamo in molte cose.

Se uno non pecca nel parlare, costui è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo. Se mettiamo il morso in bocca ai cavalli perché ci obbediscano, possiamo dirigere anche tutto il loro corpo. Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e spinte da venti gagliardi, con un piccolissimo timone vengono guidate là dove vuole il pilota.

Così anche la lingua: è un membro piccolo ma può vantarsi di grandi cose. Ecco: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta! Anche la lingua è un fuoco, il mondo del male! La lingua è inserita nelle nostre membra, contagia tutto il corpo e incendia tutta la nostra vita, traendo la sua fiamma dalla Geènna.

Infatti ogni sorta di bestie e di uccelli, di rettili e di esseri marini sono domati e sono stati domati dall’uomo, ma la lingua nessuno la può domare: è un male ribelle, è piena di veleno mortale. Con essa benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio. Dalla stessa bocca escono benedizione e maledizione. Non dev’essere così, fratelli miei!
Salmo Responsoriale: 11
R/. Tu, o Signore, ci proteggerai per sempre.
Salvami, Signore! Non c’è più un uomo giusto; sono scomparsi i fedeli tra i figli dell’uomo. Si dicono menzogne l’uno all’altro, labbra adulatrici parlano con cuore doppio.

Recida il Signore le labbra adulatrici, la lingua che vanta imprese grandiose, quanti dicono: «Con la nostra lingua siamo forti, le nostre labbra sono con noi: chi sarà il nostro padrone?».

Le parole del Signore sono parole pure, argento separato dalle scorie nel crogiuolo, raffinato sette volte. Tu, o Signore, le manterrai, ci proteggerai da questa gente, per sempre.
Versetto prima del Vangelo (): Alleluia, alleluia. Si aprirono i cieli e si udì la voce del Padre: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». Alleluia.
Testo del Vangelo (Mc 9,2-13): In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elìa con Mosè e conversavano con Gesù.

Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.

Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

E lo interrogavano: «Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?». Egli rispose loro: «Sì, prima viene Elìa e ristabilisce ogni cosa; ma, come sta scritto del Figlio dell’uomo? Che deve soffrire molto ed essere disprezzato. Io però vi dico che Elìa è già venuto e gli hanno fatto quello che hanno voluto, come sta scritto di lui».

«Ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto»

Rev. D. Xavier ROMERO i Galdeano (Cervera, Lleida, Spagna)

Oggi, il Vangelo della trasfigurazione ci presenta un enigma decifrato. Il testo evangelico di San Marco è colmo di segreti messianici, di momenti precisi nei quali Gesù proibisce che si dia a conoscere quello che ha fatto. Oggi ci troviamo davanti a uno dei tanti esempi.

Così Gesù «Ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti» (Mc 9,9).

In cosa consiste questo segreto messianico? Si tratta di sollevare un po’ il velo per scoprire che cosa vi sia nascosto sotto, ma questo avverrà solo e totalmente verso la fine dei giorni di Gesù, alla luce del Suo mistero Pasquale. Oggi lo vediamo chiaro in questo Vangelo: la trasfigurazione è un momento, un assaggio di gloria per svelare ai discepoli il senso di quel momento di intimità.

Gesù aveva annunciato ai suoi discepoli l’imminenza della Sua passione, ma, vedendoli così impressionati a causa della tragica fine imminente, spiega loro con fatti e parole come avverrà la fine dei suoi giorni: dei giorni di passione, di morte, ma che concluderà con la risurrezione. Ecco l’enigma decifrato. San Tommaso D’Acquino dice: «Perché una persona percorra correttamente la sua strada, è necessario che conosca prima, in qualche modo, dove si dirige».

Anche la nostra vita di cristiani ha una meta svelata dal Nostro Signore Gesù Cristo: godere eternamente di Dio. Questa meta, però, non è esenta da momenti di sacrifici e di croce. Con tutto ciò, dobbiamo ricordare il messaggio vivo del Vangelo di oggi: in questo vicolo che sembrerebbe cieco, qual’è frequentemente la vita, per la nostra fedeltà a Dio, vivendo immersi nello spirito delle Beatitudini, si screpolerà il finale tragico, godendo di Dio eternamente.

Pensieri per il Vangelo di oggi

  • «Prega dunque perché innanzitutto ti si aprano le porte della luce, perché nessuno può vedere e capire, se Dio e il suo Cristo non gli concedono di capire» (San Giustino martire)

  • «La croce è l'esaltazione di Gesù e la sua esaltazione avviene solo sulla croce» (Benedetto XVI)

  • «(…) La Trasfigurazione ci offre un anticipo della venuta gloriosa di Cristo "il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso" ( Fil 3,21 ). Ma ci ricorda anche che "è necessario attraversare molte tribolazioni per entrare nel Regno di Dio" (At 14,22)» (Catechismo della Chiesa Cattolica, nº 556)