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Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

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Giorno liturgico: VII Domenica (B) del Tempo Ordinario

Testo del Vangelo (Mc 2,1-12): Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola. Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?».

E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico «Ti sono perdonati i peccati», oppure dire «Àlzati, prendi la tua barella e cammina»? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua». Quello si alzò e subito prese la sua barella e sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

«Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone»

Rev. D. Xavier JAUSET i Clivillé
(Lleida, Spagna)

Oggi, leggendo il vangelo, focalizziamo la nostra attenzione su tre momenti specifici: un paralitico che non si regge, un gruppo di amici e Gesù.

Nel paralitico si può vedere riflessi ognuno di noi; tutti possiamo essere paralizzati, perché il peccato ci paralizza nel nostro cammino verso Dio. A volte, non ci rendiamo conto o pensiamo di stare bene così come stiamo, risolveremo o metteremo in ordine il nostro rapporto con Dio in un’altra occasione.

Allora, «Si recarono da Lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone» (Mc 2,3). Abbiamo bisogno di amici veri per portarci a Dio, per superare la nostra resistenza. Il paralitico, vedendo la confusione che stavano provocando gli amici, di sicuro gli diceva di smettere, che ci sarebbe più tempo un’altro giorno, che c’era tanta gente... E non diciamo poi quando «scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava» (Mc 2,4): il rumore che farebbero, la polvere, i disagi per tutti coloro che erano lì e le grida del pubblico, che non permetteva di ascoltare Gesù, ecc.

Ma gli amici veri non trovano difficoltà, amano veramente e vogliono il meglio, perché «È de vero amico fare del bene agli amici, specialmente ai pìù bisognosi» (San Tommaso di Aquino). Domandiamoci oggi se abbiamo dei veri amici che siano capaci di portarci a Dio. Domandiamoci, anche, se noi siamo veri amici e ci sforziamo per portare chi amiamo a Dio. Non possiamo dimenticare che anche loro opporranno resistenza. Sono davvero un amico? Possono gli altri contare sul mio aiuto per essere vicini a Gesù?

E Gesù? Viene a portarci la vera salvezza, per liberarci dalla paralisi, viene a perdonarci i peccati. Aiuto gli altri ad avvicinarsi alla confessione?

Santa Maria, Madre di Dio e Madre Nostra, ci porta e ci da a Gesù: affinché con il suo aiuto anche noi portiamo tutti a Gesù!