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Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

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Giorno liturgico: Sacratissimo Cuore di Gesù (C)

Prima Lettura (Ez 34,11-16): «Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e le passerò in rassegna. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine. Le farò uscire dai popoli e le radunerò da tutte le regioni. Le ricondurrò nella loro terra e le farò pascolare sui monti d’Israele, nelle valli e in tutti i luoghi abitati della regione. Le condurrò in ottime pasture e il loro pascolo sarà sui monti alti d’Israele; là si adageranno su fertili pascoli e pasceranno in abbondanza sui monti d’Israele. Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia».
Salmo Responsoriale: 22
R/. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Rinfranca l’anima mia.

Mi guida per il giusto cammino a motivo del suo nome. Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincàstro mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici. Ungi di olio il mio capo; il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, abiterò ancora nella casa del Signore per lunghi giorni.
Seconda Lettura (Rom 5,5-11): Fratelli, l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.
Versetto prima del Vangelo (Gv 10,14): Alleluia, alleluia. Io sono il buon pastore, dice il Signore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me. Alleluia.

Testo del Vangelo (Lc 15,3-7): In quel tempo, Gesù disse ai farisei e agli scribi questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione».

«Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta»

Rev. D. Pedro IGLESIAS Martínez
(Rubí, Barcelona, Spagna)

Oggi, celebriamo la solennità del Sacro Cuore di Gesù. Da tempo immemoriale l’uomo colloca “fisicamente” nel cuore ciò che c’è di meglio o di peggio nell’essere umano. Cristo ci mostra il Suo, con le cicatrici del nostro peccato, quale simbolo del Suo amore verso gli uomini, ed è da questo cuore che dà vita e rinnova la storia passata, presente e futura, da dove contempliamo e possiamo comprendere la gioia di Colui che trova quello che aveva perso.

«Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta»(Lc 15,6). Quando ascoltiamo queste parole, ci afferriamo alla tendenza di metterci nel gruppo dei novanta nove giusti ed osserviamo “da lontano” come Gesù offre la salvezza a tanti conoscenti nostri che sono assai peggiori di noi... Ebbene no! L’allegria di Gesù ha un nome e un volto. Il mio,il tuo, quello dell’altro..., tutti siamo “la pecora smarrita” per i nostri peccati; così che, non continuiamo a gettare altra legna al fuoco della nostra superbia, considerandoci completamente convertiti!

Nei tempi in cui viviamo, in cui il concetto di peccato viene relativizzato o negato, tempi in cui il sacramento della penitenza viene considerato da alcuni come un qualcosa di duro, triste e arcaico, il Signore, nella Sua parabola, ci parla di gioia, e non lo fa solamente qui, ma è una corrente che attraversa tutto il Vangelo. Zaccheo invita Gesù a pranzo per celebrare il perdono che ha ricevuto (cf. Lc 19,1-9); il padre del figlio prodigo perdona e fa festa per il suo ritorno (cf. Lc 15,11-32) e il Buon Pastore si rallegra all’incontrare chi si era allontanato dal Suo cammino.

Diceva San Giuseppe Maria che un uomo «vale quanto vale il suo cuore». Meditiamo dal Vangelo di Luca se il prezzo –che viene indicato sull’etichetta del nostro cuore- equivale al valore del riscatto che il Sacro Cuore di Gesù ha pagato per ciascuno di noi.