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Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

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Giorno liturgico: XII Domenica (A) del Tempo Ordinario

Prima Lettura (Ger 20,10-13): Sentivo la calunnia di molti: «Terrore all’intorno! Denunciatelo! Sì, lo denunceremo». Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta: «Forse si lascerà trarre in inganno, così noi prevarremo su di lui, ci prenderemo la nostra vendetta».

Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso, per questo i miei persecutori vacilleranno e non potranno prevalere; arrossiranno perché non avranno successo, sarà una vergogna eterna e incancellabile. Signore degli eserciti, che provi il giusto, che vedi il cuore e la mente, possa io vedere la tua vendetta su di loro, poiché a te ho affidato la mia causa! Cantate inni al Signore, lodate il Signore, perché ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori.
Salmo Responsoriale: 68
R/. Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio.
Per te io sopporto l’insulto e la vergogna mi copre la faccia; sono diventato un estraneo ai miei fratelli, uno straniero per i figli di mia madre. Perché mi divora lo zelo per la tua casa, gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me.

Ma io rivolgo a te la mia preghiera, Signore, nel tempo della benevolenza. O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi, nella fedeltà della tua salvezza. Rispondimi, Signore, perché buono è il tuo amore; volgiti a me nella tua grande tenerezza.

Vedano i poveri e si rallegrino; voi che cercate Dio, fatevi coraggio, perché il Signore ascolta i miseri non disprezza i suoi che sono prigionieri. A lui cantino lode i cieli e la terra, i mari e quanto brùlica in essi.
Seconda Lettura (Rom 5,12-15): Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato. Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire. Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti.
Versetto prima del Vangelo (Gv 15,26b.27a): Alleluia, alleluia. Lo Spirito della verità darà testimonianza di me, dice il Signore, e anche voi date testimonianza. Alleluia.

Testo del Vangelo (Mt 10,26-33): In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.

»E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!

»Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

«Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo»

P. Antoni POU OSB Monje de Montserrat
(Montserrat, Barcelona, Spagna)

Oggi, dopo aver scelto i Dodici, Gesù manda loro di predicare e gli instruisce. Gli avverte riguardando alla possibilità di subire persecuzioni e gli consiglia quello che dovrebbe essere il loro atteggiamento: «E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna» (Mt 10,28). La parabola di questa Domenica sviluppa il tema della persecuzione da Cristo con uno stile che ricorda l'ultima Beatitudine del Discorso della Montagna (cfr Mt 5,11).

Il discorso di Gesù è paradossale: da una parte dice due volte, “Non temete”, e ci presenta un Padre provvidente che ha perfino cura degli uccelli del campo; ma d'altra parte, ci dice che questo Padre non ci risparmia delle avversità, piuttosto il contrario: se diventiamo suoi seguaci, molto probabilmente avremo la stessa sorte di lui e gli altri profeti. Come capire questo, allora? La protezione di Dio è la sua capacità di dare vita alla nostra persona (la nostra anima), e di fornirgli la felicità anche nelle tribolazioni e le persecuzioni. Egli è colui che ci può dare la gioia del suo Regno che viene da una vita profonda, sperimentabile già adesso e che è un pegno della vita eterna: «Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli» (Mt 10,32).

Avere fiducia a che Dio sarà con noi nei momenti difficili ci dà coraggio per proclamare le parole di Gesù a piena luce, e ci dà l'energia per fare del bene, in modo che attraverso le nostre opere le persone possano dare gloria al Padre celeste. Sant'Anselmo ci insegna: «Fate tutto per Dio e per la vita felice ed eterna che il nostro Salvatore si degna di concedere in cielo».