Il nostro sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza dell'utente e consigliamo di accettarne l'utilizzo per sfruttare appieno la navigazione

Un team di 200 sacerdoti commenta il Vangelo del giorno

Vedere altri giorni:

Giorno liturgico: Martedì, III settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura (Ebr 10,1-10): Fratelli, la Legge, poiché possiede soltanto un’ombra dei beni futuri e non la realtà stessa delle cose, non ha mai il potere di condurre alla perfezione per mezzo di sacrifici – sempre uguali, che si continuano a offrire di anno in anno – coloro che si accostano a Dio. Altrimenti, non si sarebbe forse cessato di offrirli, dal momento che gli offerenti, purificati una volta per tutte, non avrebbero più alcuna coscienza dei peccati? Invece in quei sacrifici si rinnova di anno in anno il ricordo dei peccati. È impossibile infatti che il sangue di tori e di capri elimini i peccati.

Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: “Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per fare, o Dio, la tua volontà”». Dopo aver detto: «Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato», cose che vengono offerte secondo la Legge, soggiunge: «Ecco, io vengo a fare la tua volontà». Così egli abolisce il primo sacrificio per costituire quello nuovo. Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre.
Salmo Responsoriale: 39
R/. Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.
Ho sperato, ho sperato nel Signore, ed egli su di me si è chinato, ha dato ascolto al mio grido. Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo, una lode al nostro Dio.

Sacrificio e offerta non gradisci, gli orecchi mi hai aperto, non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato. Allora ho detto: «Ecco, io vengo».

Ho annunciato la tua giustizia nella grande assemblea; vedi: non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai.

Non ho nascosto la tua giustizia dentro il mio cuore, la tua verità e la tua salvezza ho roclamato.
Non ho celato il tuo amore e la tua fedeltà alla grande assemblea.
Versetto prima del Vangelo (Mt 11,25): Alleluia, alleluia. Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. Alleluia.

Testo del Vangelo (Mc 3,31-35): In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

«Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre»

Rev. D. Josep GASSÓ i Lécera
(Ripollet, Barcelona, Spagna)

Oggi, contempliamo Gesù –in una scena assai concreta, e allo stesso tempo, compromettente- circondato, com’è, da una moltitudine di gente della popolazione. I familiari più prossimi a Gesù sono arrivati da Nazaret a Cafarnaum. Ma, dovuto alla quantità di gente, restano fuori e lo fanno chiamare. Gli dicono: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano» (Mc 3,31).

Nella risposta di Gesù, come vedremo, non c’è nessun motivo di rifiuto verso i suoi familiari. Gesù si era allontanato da loro per seguire la chiamata divina e dimostra adesso che anche internamente ha rinunciato a loro: non per indifferenza nei sentimenti o per disprezzo dei vincoli familiari, ma perché appartiene `completamente´a Dio Padre. Gesù Cristo ha realizzato personalmente in Sé stesso quello che precisamente chiede ai suoi discepoli.

Al posto della Sua famiglia terrena, Gesù ha scelto una famiglia spirituale. Lancia uno sguardo sugli uomini seduti attorno a Sé e dice loro; «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre» (Mc 3 ,34-35). San Marco, in altri momenti del Suo Vangelo, riferisce di altri sguardi di Gesù attorno a Sé.

Gesù ci vuole dire, forse, che sono suoi parenti solamente quelli che ascoltano attentamente la Sua parola? No! Non sono suoi parenti quelli che ascoltano la Sua parola, ma quelli che ascoltano e compiono la volontà di Dio: questi sono suo fratello, sua sorella e sua madre.

Quello che Gesù fa è esortare quelli che si trovano lì seduti –e tutti- ad entrare in comunione con Lui, nel compimento della volontà divina. Vediamo, però, allo stesso tempo, nelle Sue parole, una lode a Sua Madre, Maria, la sempre beata, per aver creduto.