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Contemplare il Vangelo di oggi
Vangelo di oggi + omelia (di 300 parole)
Gli altri dieci, udito questo, si sdegnarono con i due fratelli; ma Gesù, chiamatili a sé, disse: «I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere. Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo, e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo; appunto come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti».
«Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo»
Rev. D. Antoni CAROL i Hostench (Sant Cugat del Vallès, Barcelona, Spagna)Oggi, il Vangelo smonta le nostre categorie umane del potere. Gesù è categorico: «Chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore» (Mt 20,26). Ai tempi di Olaf II — così come prima e dopo di lui, e ancora oggi — queste parole di Cristo si scontravano con la mentalità di molti governanti.
Olaf (995-1030) non fu un governante perfetto, ma la sua conversione (anno 1015) trasformò radicalmente il suo modo di regnare. Storicamente, è ricordato per aver unificato la Norvegia, ma la sua vera grandezza consistette nel subordinare la sua corona alla sovranità di Cristo. Invece di usare il potere per il dominio assoluto, introdusse il celebre «Codice delle leggi cristiane» nell’assemblea di Moster (ca. 1020). Per la prima volta nella sua terra, le leggi — ispirate al «diritto cristiano» — difesero i più vulnerabili, abolirono la schiavitù dei prigionieri e protessero le donne e i bambini. Olaf II «il Santo» comprese che legiferare con rettitudine era un modo concreto di lavare i piedi al suo popolo.
La sua autorità non nacque dalla tirannia, ma da un servizio fondato sul Vangelo. Il re si fece servo. Questa visione dell’autorità come atto di cura — soprattutto verso i più svantaggiati — e non di oppressione continua a interpellarci anche oggi. Come ci ha ricordato papa Leone XIV, «ogni potere è al servizio della comunione e della missione, e ogni autorità è al servizio del Popolo di Dio». Sant’Olaf scoprì quel volto sofferente di Cristo nelle situazioni di ingiustizia del suo regno e decise di trasformare le strutture sociali per risanarle.
Quanto bisogno ha il nostro mondo di seguire le orme di Nostro Signore, Gesù Cristo, Re dell’universo, il quale «non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Mt 20,28). Voglia Dio che la festa di questo santo re ci spinga a rivedere il modo in cui esercitiamo la nostra responsabilità nella famiglia, nel lavoro o nella comunità. Non cerchiamo di essere serviti; osiamo, come sant’Olaf, consumare la vita per la giustizia e l’amore fraterno.